lunedì 13 marzo 2017

Presentazione: Silfrida la schiava di Roma di Isabel Greenwood


Buonasera lettori! È uscito oggi un romanzo firmato Delos Digital, un romanzo storico con sfumature rosa.

Leggiamo insieme la trama e qualche estratto.


Silfrida è una giovane donna Gota, venduta come schiava dagli usurpatori dell’Imperatore Teodosio e poi adottata da una coppia di romani che abita nei pressi di Verona, sulla via Postumia. È timida e timorosa, la evitano tutti a causa della sua origine barbara. Ma il Fato è in agguato e la sua vita verrà sconvolta per sempre. Il Padre che credeva perduto è il temibile Alarico, a capo dell’orda di barbari che invade il nord Italia. Partirà alla sua ricerca accompagnata da un giovane e valoroso guerriero Goto. Ma i legionari romani sono sulle loro tracce, la battaglia del Tanaro incombe. Riusciranno i due giovani a coronare il loro sogno d’amore e ritrovare Alarico?Link: https://www.amazon.it/Silfrida-schiava-Roma-Odissea-Romantica-ebook/dp/B06XJN7C63/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1489416567&sr=8-1&keywords=silfrida


Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=vwSn5R1RFeQ&feature=youtu.be




PROLOGO

A.D. 394



Settembre, nei pressi del fiume Frigidus


C'era una quiete innaturale in quella terra boscosa, rotta solo dal lontano scroscio del fiume impetuoso. Tutti gli animali della zona erano fuggiti all'arrivo degli eserciti. L'astro infuocato era appena sorto quando Alarico si guardò intorno, prima dell’inizio della battaglia. Era un po' nervoso, incerto sull'esito: la posta in gioco era molto alta. In lontananza intravedeva l'esercito di Eugenio, l'usurpatore. Presto i suoi Goti, affiancati ai Romani comandati dal magister utriusque militiae Stilicone e i milites romani nemici si sarebbero scontrati, decidendo le sorti dell'Impero Romano.

– Attaccate! – comandò Stilicone ad Alarico.

– Gli esploratori non sono ancora tornati a riferirti com'è il terreno, magister Stilicone – protestò seccato il capo dei Goti. – Non voglio inviare i miei uomini allo sbaraglio.

I cavalli avrebbero dato il meglio solo su un terreno pianeggiante; se li avessero lanciati al galoppo sulle colline, i nemici li avrebbero trucidati.

– Non ne abbiamo il tempo. Il nemico è troppo vicino. Avanzate! – ordinò ancora l'ufficiale romano. Gli occhi grigi di Stilicone luccicarono sinistri e il magister gli apparve come un lupo in caccia.

Vuole indebolire le truppe di Eugenio a nostro discapito.

Un sibilo di malcontento uscì dalle labbra di Alarico ma, nonostante l'inquietudine, intimò ai suoi guerrieri di avanzare verso l'avversario. Iniziò il barritus di guerra, il grido terrificante che i Goti utilizzavano per spaventare il nemico. Per rendere il suono più agghiacciante si mise lo scudo sulla bocca, imitato subito da tutti i suoi uomini. Un rumore, come di tuono, riempì l'aria nei pressi del Frigidus. Tuttavia i leoni di Flavio Eugenio non fuggirono in preda al terrore.

– Carichiamo! – impose ai suoi guerrieri, squadrandoli uno per uno quando il canto terminò.

Nonostante la vista degli avversari caduti ai suoi piedi, ad Alarico fu subito chiaro che i pagani di Eugenio avrebbero vinto, in quel giorno di sangue. Stava combattendo accanto a Wulfla e Oderic, due dei suoi più valenti e robusti guerrieri, falciando i nemici come un contadino le spighe di cereali, ma i combattenti dell'usurpatore si stavano difendendo con valore





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