giovedì 28 gennaio 2016

Arianna legge... Dodici porte e Sei pietre bianche di Daisy Franchetto







“Dodici porte” è una lunga fiaba che si snoda attraverso dodici passaggi simboleggiati dalle porte che la protagonista (Lunar) supera, trovandosi a conoscere di volta in volta luoghi e dimensioni diverse. È un percorso di guarigione, ma anche un viaggio iniziatico alla scoperta delle sue reali origini. I personaggi e i luoghi incontrati rappresentano simbolicamente parti psichiche della protagonista e manifestazioni del percorso da compiere per superare il dolore legato al trauma subito.

Lunar è una giovane, vittima di violenza. La notte stessa in cui si consuma il terribile episodio si trova a bussare a una porta in cerca di aiuto. È la porta della Casa. Le apre una strana donna accompagnata da un animale speciale. È questo il primo contatto di Lunar con una dimensione interiore che non credeva esistesse. La giovane tenterà di far fronte al periodo di dolore e di angoscia che la aspetta contando sulle sue forze e sull’aiuto della famiglia, ma quando si ritrova faccia a faccia con il suo carnefice, si rende conto di aver bisogno di un aiuto ‘particolare’.
Inizia così il percorso di guarigione all’interno della Casa, alla scoperta di personaggi e luoghi fantastici: i contenuti della sua psiche, ma non solo.


Recensione:

Ed eccomi a darvi un mio giudizio anche su questo libro.
Un libro etichettato come “Giallo/Thriller”, che a mio parere poi sembra più un fantasy.
Inizialmente dà molto l’impressione di un thriller, poi, man mano le cose cambiano e inizi a scoprire nuove cose. Ed è allora, che ti rendi conto di star leggendo un fantasy.
Ma di certo, non è una cosa che può giudicare un libro. Anzi, sono stata felice della scoperta, perché adoro più questo genere che l’altro. Lo adoro, ma non mi ha preso particolarmente questa volta. Infatti, sono andata moooolto a rilento nella lettura. Non so se fosse colpa della stanchezza o del libro, so solo che di notte riuscivo a leggere si e no uno o due capitoli, dopodiché mi veniva sonno. Anche se devo ammettere che, la voglia di proseguire c’era. Credo che a tutti verrebbe la voglia di scoprire cosa succederà alla protagonista. La quale si ritrova a dover affrontare tantissime cose per la sua piccola età.
Forse, sarà che non era il momento giusto per questo tipo di lettura. Potrà sembrare anche una sciocchezza, ma io adoro leggere questo genere la maggior parte in inverno. Comunque è una lettura abbastanza piacevole e interessante.
Dato il giudizio al libro, vorrei passare a quello da dare all’autrice.
E parto dicendo che, mi è piaciuto davvero tantissimo lo stile di scrittura. Ma soprattutto, il modo in cui riesce a dettagliare la storia, i personaggi, luoghi e tutti gli eventi. Riuscendo a far prendere vita il tutto nella mente del lettore. Almeno, così è successo a me. Perché non sono la tipa che legge un libro e basta. No, io voglio immergermi completamente, durante la lettura voglio allontanarmi dalla realtà. E per quel poco che leggevo ogni giorno, posso dire che, Daisy Franchetto è riuscita a farmi evadere dalla realtà in modo strepitoso. Complimenti, davvero.
Consiglio maggiormente questa lettura a ragazzi che hanno la stessa età della protagonista. Ciò non toglie che anche qualcuno più grande, tipo come me, non debba immergersi in questi nuovi mondi che li attende.
Soprattutto ai super amanti del genere.

3 STELLE SU 5



Pensato come prosieguo di Dodici Porte, primo romanzo della trilogia che ha come protagonista Lunar, Sei Pietre Bianche è stato concepito con una narrazione che lo rende un romanzo indipendente, che può essere letto e apprezzato anche da chi non conosce il primo episodio.
Sei pietre bianche circondano un obelisco nero.
Sei varchi dimensionali.
Un nuovo viaggio alla scoperta delle proprie origini.
Un bambino da salvare, una Dimensione corrotta da una materia oscura, un Amore che ha atteso cento anni per potersi annunciare.
Lunar è tornata.

A tre anni dall'esperienza nella Casa e dalla violenza che l'ha messa di fronte a un duro processo di trasformazione, la giovane protagonista di Dodici Porte non è più una ragazzina. Abita da sola in un piccolo appartamento in città, studia e lavora. Accanto a lei il fedele cane Sinbad, su cui grava una maledizione che Lunar non conosce, e l'anello che le ricorda costantemente il legame con la Terra dei Morti.
Dopo l'ultima visione avuta fuori dalla Casa, nella quale un bambino veniva rapito da un gigante, la giovane non ha più avuto esperienze del genere, o contatti con altre Dimensioni. A volte stenta a credere che ciò che ha vissuto nella Casa sia davvero accaduto. Ma c'è l'amico Sinbad a ricordarle chi lei sia.
Lunar ha stretto amicizia con Odilon, un bambino dal passato misterioso che vive in orfanotrofio. Proprio la scomparsa del piccolo, ad opera di un essere spaventoso, riporterà la nostra protagonista e il suo amico a quattro zampe a contatto con le Dimensioni parallele.
Lunar e Sinbad, con l'aiuto di Altea, proveniente dai Cieli Razionali, si metteranno sulle tracce dei rapitori di Odilon. Ha inizio il viaggio attraverso sei portali dimensionali rappresentati da sei lapidi bianche.
Di nuovo un percorso che è insieme scoperta di se stessi e di luoghi sconosciuti.
Di nuovo avventure formidabili che svelano quanto ci sia di sublime e oscuro nell'inconscio.


Recensione:

Durante queste prime settimane del nuovo anno mi sono ritrovata a leggere solo seguiti di alcuni romanzi, ed eccovene un altro. Si tratta del seguito di “12 porte”, un romanzo fantasy che non mi aveva preso granché , anzi, lo reputai anche abbastanza noioso e poso scorrevole.

Fortunatamente per me, ma credo anche per l’autrice, non posso dire lo stesso di questo che sto per parlarvi. Seppur sia il seguito dell’altro e i personaggi sono più o meno gli stessi, narra una storia totalmente diversa. Ma non è stato solo per questo, l’ho trovato anche più interessante. Anche perché, se devo dirla tutta, del precedente non ci avevo capito quasi nulla, era tutto molto confuso. Forse non era il periodo adatto a lui o non so.

Comunque, ritorniamo su questo nuovo, nel quale ci sono molte cose che hanno reso il tutto più piacevole. Ad esempio ci ho ritrovato una Lunar più cresciuta e con modi di fare più da adulta. Ha subito un cambiamento che ho apprezzato molto, diventando anche più coraggiosa.

Poi arriva la rivelazione del segreto di Sinbad, questa forse è stata la cosa che mi ha indotta a voler proseguire ogni volta che ne avevo l’opportunità. Per il semplice fatto di scoprire poi la reazione della protagonista.

Un’altra cosa che ho trovato più che piacevole, è stato che l’intero romanzo non si è focalizzato solo su di lei, ma ci ha raccontato le avventure di tutti gli altri personaggi, rendendolo molto più scorrevole. Perché poi arrivava la voglia di scoprire cosa poteva succedere a tutti loro. E parlando di personaggi, l’autrice non mi ha delusa neanche questa volta; descrivendoli in modo impeccabile, riuscendo quasi a farmeli prendere vita dinanzi agli occhi. Mi sono anche affezionata ad alcuni, tanto da farmi formare un nodo alla gola quando qualcuno ha fatto una brutta fine. Soprattutto su di uno, ci sono rimasta davvero male. Diciamo che non mi aspettavo una cosa del genere. Ma a volte un autore deve anche saper sorprendere un lettore. Daisy Franchetto ci è riuscita.

Credo che non ci sia altro da aggiungere, se non che sono molto felice che questo mi abbia preso in modo diverso e migliore. Credo anche che i super amanti del genere saprebbero apprezzarlo ancora di più.

Adesso non mi resta altro che attendete il seguito, e sono sicura che ci sarà. Anche perché ci sono ancora tante cose da chiarire.

4 STELLE SU 5

Nessun commento:

Posta un commento