mercoledì 16 dicembre 2015

Presentazione: Più forte di tutto di Elena Rose


Buongiorno appassionati e buon mercoledì. Oggi vi presento un romanzo che ho letto e che mi ha molto colpita! Quindi preparatevi che arriverà anche la recensione.


Intanto vi faccio leggere qualche estratto!


Titolo: Più forte di tutto

Autore: Elena Rose

Prezzo: € 2,99 

Pagine: 251 

Data d'uscita: 8 Dicembre 2015 

Editore: Self Publishing 

Genere: Pink Romance

Sinossi: Camilla vive una vita che non sente sua, intrappolata in una relazione che non le fa più battere il cuore di gioia ma la riempie di paura. Stefano, una volta dolce e gentile, sta diventando un fidanzato sempre più geloso ed opprimente. Quando la sua ossessione verso Camilla diventa violenta, la giovane scappa con l’anima strappata quanto la sua camicetta preferita. Pronta a riprendere in mano la sua vita, coglie al volo l’occasione di trasferirsi lontano, convinta di non avere tempo per l’amore. Il destino, però, non la pensa allo stesso modo e metterà sulla sua strada il sorriso triste di Philippe. Animata da un sentimento che non credeva potesse esistere, dovrà lottare con le unghie e con i denti per scavare nel dolore del bel francese, e cercare di dare voce a quel silenzio tormentato che le è entrato nel cuore. Riuscirà la bella italiana ad attraversare il muro che Philippe si è costruito attorno? Sarà in grado di liberarlo dalla sua angoscia? E quando il passato tornerà a mozzarle il respiro, avrà la forza di rialzarsi e lottare ancora? Due anime segnate da avvenimenti importanti e spaventosi, la magica Parigi a fare da sfondo. Una storia di rinascita dove i veri protagonisti sono i sogni: desideri che non sono fatti per rimanere chiusi a chiave in un cassetto.





Estratti:

«Sei stato cattivo sai? E’ per questo che non torna.» Sophie lo risvegliò dai suoi pensieri con la sua vocina squillante. «Cosa?» chiese lui confuso. «Sei stato cattivo con Cami, lei voleva solo farmi compagnia! Non è ancora venuta a portare l’ombrello perché è tanto arrabbiata.» Ripeté offesa. «Non la conosci nemmeno Sophie, non si parla agli sconosciuti. Non avresti dovuto darle confidenza.» L’ammonì. «Ma non è una sconosciuta, mi ha detto come si chiamava e ha aspettato con me finché non arrivavi. Tu hai urlato!» strillava la piccola in piedi di fronte a lui. Philippe la prese in braccio e la fece sedere sul bancone, nell’unico angolo libero dalla farina. «Non puoi parlare con tutti quelli che ti vengono vicino Principessa, e se ti avesse portata via? Se ti avesse fatto del male?» chiese ripensando alle parole della giovane italiana. «Ma cosa dici! Sembra una principessa, non può essere cattiva!» la bimba era ferma nella sua opinione. Testarda come il padre , pensò il fratello. Philippe non era l’unico, dunque, ad essere stato colpito dalla bellezza di quella ragazza, anche Sophie ne era rimasta ammaliata. Quei capelli biondo chiaro e gli occhi azzurro cielo avevano così tanta luce che la facevano risplendere anche in una giornata buia e piovosa. «Allora quando torna a portarci l’ombrello le regaliamo un dolcetto per farci perdonare va bene?» disse il ragazzo sorridendo. «Quando viene? E se si è arrabbiata?» «Allora la cercheremo noi va bene?» annunciò esasperato. Gli sarebbe dispiaciuto se non fosse tornata, avrebbe voluto rivedere quell’espressione arrabbiata che le faceva sorgere una fossetta sulla fronte. Il pensiero di attendere con ansia il giorno in cui l’avrebbe rivista lo irritava, l’aveva incontrata appena un paio di volte e ci aveva quasi litigato in entrambi i casi. Come poteva una ragazza così graziosa avere un carattere così determinato? Quando si era alzata in piedi, quel giorno, per tenergli testa davanti a tutti, si era quasi messo a ridere. Era piccola ma tenace, lo doveva ammettere. «Adesso sei arrabbiata con me?» chiese a Sophie vedendo il suo broncio. «Se domani mi porti al parco non lo sarò più.» rispose lei con un ghigno furbo. Oltre che testarda era pure astuta. «E va bene... Questa sera ricorda di preparare lo zaino», sospirò rassegnato. Donne: ti fanno impazzire anche quando sono alte un metro , pensò Philippe con un sorriso.

***


«Approfitto della fila per andare alla toilette», annunciò Cami sorridendo. Si avviò alla ricerca del bagno ammirando il locale in stile vintage. Era tutto arredato con colori accesi, c’era evidentemente lo zampino di una donna in quell’insieme di sfumature. Trovò l’indicazione che cercava e arrivò alla porta dei servizi delle signore, fece per entrare ma qualcosa la tenne con la mano sospesa sulla maniglia. Voci indistinte di qualcuno che litigava, e ferocemente per giunta. «Smettila di comportanti come se tutto fosse normale, non c’e niente che funzioni come prima qui dentro!» diceva una voce che a Camilla sembrava giovane. «Non ti permetto di usare quel tono con tuo padre! Torna di là a servire e tieni per te il tuo malumore! Tua madre sarebbe furiosa se ti sentisse!» rispose una voce più ruvida. «Mamma non è qui! È questo il punto! Quando accetterai che potrebbe non tornare?» Camilla si sentiva a disagio nel sentire quella discussione, ma c’era qualcosa nella voce del ragazzo che la spingeva a restare incollata sul posto. Aveva una tale angoscia dentro di sé è una rabbia repressa che sembrava aver abbassato di colpo la temperatura nel locale. «Non ti azzardare a dirlo ancora!» urlò il padre. Un rumore di passi pesanti la scosse da quel torpore è in un batter d’occhio si ritrovò faccia a faccia con quello che presumeva fosse il figlio. Era così arrabbiato che le ossa della mascella sporgevano evidenti, segno che stava ancora serrando i denti in una morsa decisa. I capelli castani erano scompigliati e gli occhi arrossati… e che occhi. Il ragazzo alzò un sopracciglio come per fare una domanda silenziosa e Camilla si sentì subito di doversi giustificare. «Non stavo origliando, cercavo il bagno.» disse offesa da quell’occhiata accusatoria. «Ora l’ha trovato», rispose brusco lui. Si tolse il grembiule lanciandolo per terra poco distante da lei e se ne andò con le spalle rigide e i pugni chiusi. Camilla, incapace di muoversi, si scoprì a pensare a quanto fossero belli quegli occhi anche se colmi d’ira. Erano di una strana sfumatura verde che non aveva mai visto. Aprì la porta e si gettò dell’acqua fredda in viso, incurante del trucco che sbavava. Si sentiva scossa e turbata, come se l’angoscia di quel ragazzo si fosse insediata sotto la sua pelle. Che ti è preso? Domandò a se stessa senza sapere bene la risposta. Cercò di domare le mani tremanti e tornò da Christine.


I protagonisti:


Philippe



Camilla



A presto con la recensione!

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