martedì 6 ottobre 2015

CREA IL TUO RACCONTO E VINCI


Buon Martedì lettori appassionati. Come state? Come al solito sono in ritardo ma oggi riesco a presentarvi la vincitrice dell'evento che hanno indetto Alessandra Ale e Angela Castiello.

Vi riassumo brevemente di cosa si trattava. Il concorso per mini racconti era aperto a tutti, autori e non, che si volevano cimentare in questa sfida.

In finale sono arrivate Antonella Maggio (autrice) e Mariarosaria Aponte (lettrice). Nel gruppo Lo Scrigno delle Passioni si è decretato il vincitore.

Qui, potete trovare il racconto che ha vinto!

Buona lettura!





PROLOGO
7 novembre 1988
“Amore mio,
è notte fonda e le mie mani pulsano dalla voglia di scriverti, chi meglio di te può aiutare la mia mente a trovare pace?
Tante volte mi hai interrogato su quanto tempo occorresse attendere prima di agire, affinché la fretta non sciupasse momenti salienti di una storia d’amore. Ora so risponderti finalmente:
non anticipare i tempi se il tuo cuore non è pronto ma, nel contempo, non lasciare che l’illusione di avere tempo distolga la tua attenzione dal cogliere l’attimo. Non è cosa semplice districarsi tra il vivere l’istante e godersi l’attesa, io stesso sono riuscito solo una volta nell’impresa…”

10 luglio 1985
Tutto ciò che lo circondava in quel momento, erano le sane risate dei suoi tre amici di sempre, le onde che accarezzavano la riva con un ritmo costante e melodioso, l’odore della salsedine nell’aria ed i colori caldi del sole di luglio al tramonto.
Gli esami erano terminati per tutti e Luca era riuscito a cavarsela egregiamente, tenendo testa alla commissione. Nessuno avrebbe mai scommesso sulla sua promozione tranne i suoi tre validi moschettieri: Matteo, Claudio e Giulia. Avevano rinunciato a notti di riposo pur di aiutarlo, specialmente Giulia che da sempre era la più saggia del gruppo, ed ora eccoli sulla spiaggia in attesa di gente, liberi da ogni peso e con un solo obiettivo: godersi l’ultima estate prima di dover scegliere ciascuno la propria strada. Questa notte non sarebbero stati i libri ad attenderli ma solo il mare caldo della sera e un falò intorno al quale scaldarsi.
Erano le 20, la folla li aveva raggiunti e le bottiglie di birra vuote già si accumulavano; all’orizzonte il tramonto regalava un gioco di luci rosse ed alzava la brezza spingendo Luca ad accendere il fuoco. Tuttavia qualcosa di inaspettato lo sorprese: una sagoma di donna, osservata attraverso le fiamme, attirò la sua attenzione accelerando il suo battito. I veli che oscuravano i suoi occhi da sempre, caddero, e nel farlo rivelarono una verità quasi ovvia: la ragazza che da anni condivideva con lui i suoi respiri non era una semplice amica, ma la “Sua Giulia”. La mente di Luca si ritrovò in un vortice tortuoso di sensazioni, si allontanò affinché potesse trovare un po’ di silenzio. Avvolto nei suoi pensieri si adagiò distratto su uno scoglio poco distante dalla folla ma lontano dagli occhi di tutti.
Per tutto il tratto percorso, dietreggiando, i suoi occhi non avevano, neppure per un secondo, distolto lo sguardo da quella sagoma voltata di spalle. I capelli aspirati e confusi dal vento e quelle vesti sottili che avvolgevano il corpo di Giulia lasciando trasparire il costume ancora bagnato, fecero sentire Luca uno stupido: “come ho potuto ignorare un qualcosa di così ovvio”, si ripeteva.“ E’ tutto così chiaro: la mia voglia di farla sorridere con le mie stupide battute, il tentativo ogni qualvolta ne avevo la possibilità di sfiorarla, il desiderio infrenabile di dirle sempre tutto, non era la ricerca del conforto o del divertimento, era semplicemente la ricerca di lei che mi istigava”.
Passarono ore e Luca ancora non si vedeva. Matteo e Claudio avevano osservato ogni attimo della scena e intuito ciò che stava accadendo: finalmente il loro caro amico aveva compreso ciò che loro già sapevano da sempre. Avevano lasciato che restasse da solo a riflettere, conoscevano abbastanza bene Luca da sapere che gli serviva un po’ di tempo prima di accettare qualsiasi cosa non avesse previsto, capitava sempre così. Tuttavia era quasi giorno e, dopo l’ennesima domanda di Giulia su dove fosse, decisero di cercarlo.
Non passò troppo tempo prima di trovarlo. Quando si avvicinarono l’unica parola che echeggiò fu il nome di Giulia pronunciato da Luca vedendola. La sua voce nascondeva un tumulto di emozioni e davanti a tale evidenza Matteo e Claudio li lasciarono soli: “Mi stavo preoccupando, testa dura”, gli gridò scherzosamente contro Giulia. “Giulia, io non sapevo anzi non immaginavo, o forse sì… cielo non so come spiegartelo”. Ad un tratto Giulia sorrise, nessuno sapeva leggergli l’animo come lei ed in quel momento i suoi occhi erano un libro aperto, capì che il giorno che tanto aveva sperato era giunto. Si avvicinò lentamente, allungò la sua mano accarezzando la guancia di Luca, il quale si abbandonò piegando la testa verso il suo palmo: “Ho contato ogni secondo di questi anni nella speranza di conoscere l’attimo esatto in cui avessi capito. Ma credimi, l’attesa non ha lasciato mai che dubitassi dell’amore che provo per te ed ora che ti vedo così mi basta sapere che oggi, Luca, i tuoi occhi mi vedono diversa. Ora so che il tempo non è andato sprecato, ti ho amato dal primo giorno in cui ti ho incontrato ed oggi ti amo più di allora”.
Lui la osservò sperando che fosse sincera e quando i suoi occhi si avvicinarono lo fecero anche le sue labbra, Giulia non si oppose, era ciò che attendeva da sempre e quella notte terminò con un bacio intenso dato nello stesso istante il cui sole sorgeva. Non era un bacio qualsiasi, era il Vero Bacio.

EPILOGO
7 novembre 1988
“…Capisci Amore mio,
ho avuto la fortuna di comprendere il giusto tempo prima di quel bacio, non ho lasciato che le paure e le incertezze mi sopraffacessero. Ho lasciato, invece, che le nostre labbra si incrociassero solo dopo una notte consentendo, al tumulto iniziato al tramonto, di cessare all’alba con il sorgere del nuovo giorno. Se non avessi agito ti avrei persa e con te avrei perduto il Vero Bacio.
Tuttavia mia dolce Giulia, ho lasciato che la presunzione di avere tempo tacesse ciò che più di importante avevo da dirti ed ora che i nostri giorni sono finiti, ed i tuoi respiri hanno cessato di esistere assieme al tuo battito, ti scrivo.
Mentre le lacrime rigano le guance lascio che la penna segni sulla carta ciò che da sempre è impresso nel mio profondo: non sei stata per me solamente il Vero bacio, sulla pietra salda del mio cuore, accanto al tuo nome, è scritto indelebile:


Amore Vero

(Mariarosaria Aponte)

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