sabato 4 aprile 2015

Intervista a Monica Schianchi

Buon sabato a tutti!
Oggi vi pubblichiamo l'intervista a Monica Schianchi che si è svolta il giorno 21 gennaio 2015.
Vi lascio alle domande e alle risposte della nostra autrice!

Laura: "Il potere dell'amore - Le guerre dei clan" lo hai scritto che eri molto giovane; cosa o chi ti ha ispirato questa storia? Avevi già uno schema ben delineato della storia o sei partita con un'idea e ti sei lasciata guidare dal "flusso"?

Monica:  Ricordo che la prima bozza di idea mi è venuta da piccolissima, la prima volta in cui ho visto "una settimana da Dio", mi piaceva il fatto che si potesse fare qualsiasi cosa solo pensandolo; ma quella è stata una di quelle folgorazioni casuali che a volte mi colpiscono e sulle quali poi io elaboro una serie di connessioni che in apparenza non hanno senso. Ho poi sviluppato i poteri dei personaggi in modo diverso e li ho legati ad aspetti genetici di animali specifici (per quanto restino in grado di fare praticamente ogni cosa). Relativamente alla storia d'amore invece purtroppo non lo ricordo, sono passati davvero un bel po' di anni. Entrambe direi. Adesso quando scrivo cerco di avere la storia abbastanza delineata in mente, ma inizio a scrivere anche se mi mancano alcuni dettagli. Per "Il Potere dell'Amore" ricordo che ero ben organizzata: avevo un quadernino dove scrivevo tutto, e dove avevo organizzato la suddivisione in capitoli e per ogni capitolo quello che sarebbe stato trattato. Adesso, insomma, ho iniziato a scrivere ma il progetto continua a rimodellarsi nella mia mente . Ogni tanto sorgono nuove idee, e poi mi sveglio alle 2 del mattino perché me le devo scrivere. Va beh...ma sto diventando prolissa e sto andando anche fuori tema.

Emiliano: Personalmente mi stavo chiedendo quanto senti cambiato il tuo stile di scrittura e sopratutto qual'è lo stile che più senti vicino a te?

Monica: Lo sento molto cambiato. Lo noto per il fatto di aver scritto il primo molto giovane, ne "il Potere dell'Amore" la parte iniziale la sento abbastanza infantile, mi ricordo che inserivo frasi abbastanza inutili e che le proposizioni erano sbrodolate. Adesso cerco di renderlo molto più fluido, e se posso di controllare i termini che uso. I dialoghi cerco di renderli il più verosimile possibile, a volte sarei tentata di usare male i congiuntivi, ad esempio, solo nei dialoghi, ma poi rinuncio.


David: ti comunico che sono a buon punto del tuo libro “Il potere dell’amore – le guerre dei clan” ma ti volevo chiedere appunto delle delucidazioni che non mi tornano su questo libro e anche qualche curiosità e anticipazione su “Luna Calante”(che non ho ancora avuto il tempo ed il piacere di leggere):
1)In “Il potere dell’amore – le guerre dei clan” viene descritta una storia partendo da una realtà attuale(dei giorni nostri) con ragazzi adolescenti che (malgrado poi una serie di vicissitudini che si presentano nel corso del racconto) conducono una vita alquanto normale perché vanno a scuola, hanno le loro relazioni,litigi,pregi,difetti,ecc…ma anche una vita poi abbastanza avventurosa/movimentata…ma comunque quello che ti volevo chiedere è: 1) come questi ragazzi ,dopo una lunga descrizione del modo in cui conducono la loro vita ,arriveranno a scoprire che all’improvviso hanno dei poteri inaspettati?(non si vede come arrivano ad averli) 2)come dovranno essere gestiti?quanta responsabilità c’è dietro a tutto questo? 3) Poi capito che la storia si ambienta in una certa zona della Liguria…ma potresti darmi una descrizione più chiara, per esempio, di certi luoghi in cui i personaggi si recano? (vedi descrizione mare,spiaggia)…
2) Di “Luna Calante” ho soltanto letto una recensione tempo fa dove spieghi che questo libro è una sorta di spin-off del libro “Il potere dell’amore – le guerre dei clan”.Ma mentre nel primo libro c’è una realtà che inizialmente descrive la vita di tutti i giorni fino a diventare una realtà fantascientifica e avventurosa..in questo libro, da quel che ho a malapena letto, si parla sempre di realtà di questo genere o si va verso una linea di drammaticità o magari sempre un romanzo fantascientifico ma con un po’ di suspense?
Ti ringrazio dell'invito e ti faccio comunque anche tanti tanti tanti complimenti per i tuoi libri e ti auguro di avere davanti una carriera più che brillante che tutto il mondo possa notare e ammirare: BRAVISSIMA!

Monica: Grazie! Ma prima di risponderti ti farei una domanda: quindi vuoi dello spoiler? 1. Allora che loro abbiano questi poteri lo capiscono fin da subito (a partire, più o meno, dal secondo capitolo) perché li usano senza rendersene conto, vogliono qualcosa e questa accade. I poteri in loro si manifestano come se fossero warlock, cioè degli "stregoni" che possiedono questi poteri in maniera innata. Non ti dico di più perché scoprire che cosa sono davvero questi poteri è uno dei temi del libro.
2. Relativamente alla gestione dei poteri, nessuno deve sapere che loro sono "diversi". Giulia dirà a alle protagoniste femminili e Sandro a quelli maschili che i poteri sono stati donati loro da loro, ma si capisce fin da primo capitolo che questa non è la verità. Gli dicono anche che il loro compito è uccidersi a vicenda, ma noi sappiamo che quella che stanno dicendo non è la verità, ma non sappiamo, contemporaneamente, quale sia la verità (che non ti dico, perché verrà spiegata nel libro)
3. Il libro è interamente ambientato a La Spezia, dove sono nata. Alessia e Sara sono di Bolano, che è un paesino sperduto su per la montagna a nord della città. Da lì non si spostano mai, a volte vanno a Pian di Follo, che è un altro paesino limitrofo. Le spiagge in cui si recano sono: Portovenere, che è abbastanza famoso, è caratterizzata da vie strette e lunghe con le case tutte ammassate, e ci sono varie spiagge sassose, ma questo non lo descrivo mai, non ci ambiento nulla. Il mare descritto nel II capitolo è la Venere azzurra, una spiaggia di Lerici, quella in cui vanno in genere i ragazzi più giovani. La Venere ha la sabbia, il mare non è proprio pulitissimo e quando si arriva c'è una fila di scogli sulla sinistra (c'è un motivo per cui non descrivo la Venere: quando ho scritto la scena per la prima volta avevo 12 anni e non ero mai stata alla Venere azzurra); mi hanno in effetti fatto notare che a volte non descrivo molto i luoghi e cercherò di migliorare nei prossimi libri
Esatto "Luna calante" non è un romanzo, è un racconto di meno di 10 pagine ed è uno spin off legato alla notte in cui i loro poteri vengono "attivati" ed è vista da parte di Davide. Serve per avvicinare alla lettura de "Il Potere dell'Amore" e far notare lo stile (per questo è gratis) comunque grazie!

Mividam: Ho da sempre una curiosità. Noi scrittori usiamo spesso le nostre esperienze per tratteggiare personaggi, ma è raro che ce ne sia uno che ci assomigli molto.Tu hai un personaggio che ti rispecchia? O uno a cui sei particolarmente legata per qualche motivo?

Monica: per "Il Potere dell'Amore" non lo posso dire, ho dato parte delle mie idee ai miei personaggi femminili, ma anche maschili, del romanzo; ma caratterialmente non mi rispecchio in nessuno. Invece un personaggio di "Misandria",uno dei miei futuri romanzi, la penserà esattamente come me, sarà un po' la mia voce ideologica.

Daniel: io invece vorrei chiedere se qualche autore ha influenzato il tuo modo di scrivere e se sì in che maniera.

Monica: Ci ho messo talmente tanto a scrivere e revisionare il racconto che non saprei dirlo (sono una lettrice dipendente. di sicuro una delle autrici che amo di più è J. K. Rowling, ma non credo di avere il suo stile (sarei già miliardaria!) in ogni caso cerco di svilupparmi un po' autonomamente.

Elena: "Il potere dell'amore" è stato scritto tempo fa. Con le esperienze che hai vissuto e con la maturità che hai acquisito c'è qualcosa che cambieresti? Non tanto nella forma quanto nella trama?

Monica:  Penso di sì, anche se non ci ho mai riflettuto molto. Penso che forse troverei un modo per rendere meno veloce la storia tra Sara e Davide, e forse cercherei qualcosa per aumentare la quantità di paranormal nella storia. Per come ho pensato i libri successivi (che non so quando scriverò giacché ora ho altri progetti) il fantasy è una componente molto più importante, perciò penso che vi darei un maggiore rilievo. Per il resto non credo, penso che sostanzialmente lascerei immutati i personaggi e le loro scelte. Ah e l'inizio! Mamma mia quanto è inutilmente lungo il secondo capitolo! Lo farei di sicuro più conciso

Elena: Hai mai pensato di cambiare genere?

Monica: Al libro intendi? O in generale per i progetti futuri?

Elena: Genere di libri (mi sono dimenticata di specificarlo)

Monica: Sì lo sto già facendo! Adesso sto scrivendo un rosa/erotico (per quanto alla fine "Il Potere dell'Amore" aveva entrambi questi elementi), ho iniziato un romanzo fantascientifico/distopico e il mio sogno è quello di scrivere tanti romanzi storici (che sono il mio genere preferito) e qualche giorno fa ho trovato un evento storico a cui voglio legarmi! Ma tra i documenti da cercare e la storia ancora tutta da inventare il romanzo storico è l'ultimo della lista.

Daniel: Per esperienza personale, a volte sembra di essere "invisibili" per i lettori in genere, e di essere come una goccia minuscola nel mare.Ti è mai capitato di pensare "Ma chi me lo fa ancora fare?"

Monica: No. Forse perché sono troppo giovane. Mi sento una goccia in mezzo al mare, ma a volte mi sento sicura di me, sento che posso migliorarmi, che posso farcela, e credo di avere delle buone idee che possano piacere. Questo libro forse è un po' settoriale (adolescenziale e femminile) ma per i prossimi penso di avere tutte le carte in regola per migliorare. In ogni caso non riuscirei a pensala così: ho sempre saputo che nella mia vita avrei scritto, lo so da 12 anni . però sono stata molto superficiale: ero convinta che il difficile fosse trovare una CE per il libro e da lì il successo sarebbe venuto... Avevo proprio 17 anni. Adesso però mi sento più consapevole, e anche più umile, ma anche più forte! Farò il meglio che posso.

Max: Come nasce la tua passione per la scrittura?

Monica: L'ho sempre avuta! É nata con la lettura. Ho iniziato a scegliere i libri da leggere che avevo 8 anni (prima leggevo quelli che comprava mia sorella, dal poco che ricordo) e ho iniziato a scrivere una storiella di 10 pagine (a mano e con dei disegnini stupendi) che ho regalato a mia sorella. Da lì diciamo che non ho mai smesso di scrivere. Il Potere dell'Amore l'ho scritto a 13 anni, e poi l'ho tutto revisionato

Max: Nelle storie che scrivi, c'è qualcosa di tuo?

Monica: se intendi esperienze di vita: sì e no (non ho iniziato a fumare a 11 anni, non ho mai fatto moto cross, non farò medicina) però alcune scene le ho vissute, c'è un estratto in particolare, che in realtà è molto "privato", ed è questo: Immaginò di essere con lui, di poterlo abbracciare e baciare liberamente, mentre un calore indefinito iniziava a salirle da un punto impreciso del torace, risalendo il petto e scemando prima di arrivare alla gola.Qui ho descritto esattamente la sensazione che provo a volte mentre bacio o mentre penso al mio ragazzo. È una delle poche parti che ho modificato dopo averlo conosciuto (il resto l'ho scritto prima di stare insieme a lui, e le sensazioni descritte non le avevo mai provate. Ma questa... È vera)

Tiziana: Come costruisci i tuoi personaggi? Prepari una scaletta o ti fai trasportare dagli eventi?

Monica: Li strutturo prima. Di Alessia sapevo perfettamente come la volevo, e anche Sara, doveva essere perfetta e perfettina. Avevo un taccuino dove mi ero scritta la storia della loro vita. I ragazzi purtroppo li ho articolati meno (stesso discorso, ovviamente: riassuntino della vita e carattere, ma trovo inverosimile che non guardino mai una partita o non giochino ai videogames, può starci, ma tutti (? - perché anche i loro amici non ne parlano mai)... Per i prossimi libri voglio caratterizzare meglio gli uomini. Per "incontri in maschera", però, non ho fatto nessun riassuntino, ma ho in mente i carattere dei personaggi: è tutto nella mia testa!

Ellinor: Innanzitutto complimenti per il tuo romanzo. Ho finito di leggerlo da poco.Volevo sapere se i quattro protagonisti hanno dei modelli reali o sono pura invenzione.

Monica: mi fa piacere che ti sia piaciuto! Sono completamente inventati, con Alessia e Sara però ho dei punti in comune. Alessia è come avrei voluto essere io quando avevo 12/13 anni: indipendente, trasgressiva, forte, bella; però pensandoci adesso la trovo un po'... Forse infantile, almeno all'inizio, poi crescerà. Invece Sara è sinonimo i perfezione: bellissima, intelligente, ammirata. È abbastanza fissata con lo studio e in questo in lei mi rispecchio. con i ragazzi non ho niente in comune, invece, e a volte ho temuto di averli stereotipati un po': pensavo parlassero un po' troppo di ragazze e di sesso.

Elena: La mia domanda è: so che hai pubblicato prima con una casa editrice e poi ti sei buttata tra i self. Puoi dirci a confronto pregi e difetti e come ti sei trovata in entrambe le situazioni?

Monica: Bella domanda! Penso di non poterti rispondere benissimo perché con la CE ho pubblicato cartaceo mentre self solo in digitale. Allora: in quanto a prezzo ovviamente infinite volte il self (non ho pagato nulla per il self); la CE di buono ha che l'aspetto tecnico (impaginazione, quarta di copertina, biografia) l'hanno praticamente scritta loro, e mi piace il mio libro stampato, mi piace lo stile, la carta e l'ordine (ho paura per come vengono alcuni self che non mi piacciono, ad esempio le copertine lucide non mi piacciono tantissimo, alcune sono belle, dipende) però mi sarei aspettata un lavoro migliore di editing e di distribuzione. Invece il self ho provato narcissus e youcanprint. Narcissus è molto veloce a pubblicare, ho fatto tutto in 2 giorni, e distribuisce in molti store, ma non mi piace molto il fatto che per ora non mi registra le vendite. Invece youcanprint è stupenda, ti segue bene e ti manda una mail al giorno per le vendite. È molto precisa, però è stata più lenta di narcissus. In ogni caso il self permette di guardagnare molto di più di una CE; perciò momentaneamente lo consiglierei. Personalmente per i prossimi libri tenterò con le CE solo se davvero grosse, altrimenti self!

Elena: Per quanto riguarda Narcisuss ho avuto il tuo stesso problema!!! Il rapporto con i lettori invece è diverso?

Monica: Di sicuro con questa versione ebook credo di essere arrivata a più gente che non conosco di persona. Non so, alcuni sono convinti che il fatto di aver pubblicato con una CE renda automaticamente il lavoro migliore; io non ne sono molto convinta, il mio lavoro è migliore con il self che con l'ebook, ad esempio:)Non so se ti ho risposto, a me sembra di aver ricevuto un feedback migliore, da quando sono in ebook (e dunque self) però c'è da dire che prima non mi sono neanche sforzata di farmi pubblicità.

Tiziana: Se posso, e c'è tempo, chiedo: quanto tempo impieghi per portare a termine un romanzo? Nel senso tra revisioni, riletture e correzioni, dalla prima parola che hai scritto a quando è pronto per la pubblicazione, che tempo puoi stimare?

Monica: per il romanzo ci ho messo tipo 5 anni, perché: l'ho scritto a 12/13 anni, nel frattempo avevo scritto il secondo (che è tutto da rivedere ed allungare) ma non mi fidavo a pubblicarlo (non sapevo come si faceva, ed ero convinta che mi avrebbero rubato l'idea per pubblicarlo con un altro nome. Pensa te che mente malata! Quando sono andata a rileggerlo due anni dopo sono rimasta traumatizzata per lo stile è l'ho riguardato tutto, ma con la scuola non avevo mai molto tempo, perciò da 15/16 anni che avevo l'ho finito di scrivere che ne avevo 17, e l'ho mandato subito al Gruppo Albatros, lì sono passati buoni altri 6 mesi prima della pubblicazione ma per i prossimi romanzi non me la voglio prendere così comoda . E' vero che questo è di quasi 500 pagine, ma in ogni caso l'ho presa con troppa calma, adesso spero entro l'anno (comunque ho l'università) di vedere pubblicato il romanzo rosa/erotico

Elena: Chi ti circonda (amici e familiari) come vede questa tua passione per la scrittura?

Monica:  Bella domanda davvero! Il mio ragazzo mi incoraggia ed è pronto ad ascoltare ogni spunto e idea, e anche mia sorella. Anche i miei devo dire che mi hanno incoraggiata (d'altronde mi hanno pagato la pubblicazione) anche se mio padre dice che è un mestiere "pericoloso", forse perché quando scrivi ti "metti un po' a nudo", ecco, e poi perché non è che dia da mangiare. Infatti i miei si aspettano che io faccia anche qualcos'altro (e in effetti è nelle mie intenzioni). Gli amici sono rimasti entusiasti quando hanno saputo che avevo pubblicato un libro, soprattutto le mie compagne di università: Arianna mi ha aiutato con il giveaway e il suo fidanzato le ha regalato una copia del romanzo per Natale, perciò lo leggerà e mi farà sapere. L'ho regalato anche ad un'altra amica. devo ammettere che erano tutte ammirate, come se avessi fatto qualcosa di grandioso, a me non sembrava, e non sembra tuttora (forse quando sarò come J. K. Rowling); però poi tutti mi trattano con normalità, nessuno mi apre la porta quando entro in aula.

Ellinor: Avrei un'altra domanda: come mai la scelta di scrivere uno urban fantasy?Cosa ti fa decidere che quello è proprio il genere che vuoi affrontare?

Monica: In effetti non penso quasi mai a un genere in particolare, anche perché "Il Potere dell'Amore" è uno urban fantasy ma anche romanzo rosa, quindi faccio un po' di confusione. In genere ho un'idea e in seguito la posso classificare in un genere particolare. Ad esempio per "misandria" mi era venuta in mente la forma di governo e la storia d'amore, e solo in seguito ho potuto pensarla come un "romanzo distopico". non così per il romanzo rosa/erotico, quello è venuto per gioco, notando le classifiche di amazon mi sono detta: "ma come mai il genere erotico va così tanto? Ora mi metto a scriverlo anch'io!" Scherzando, e invece poi mi è balenata in mente un'idea. Riguardo al romanzo storico: è il mio preferito. da quando ho letto Andrea Frediani ho capito che in futuro avrei voluto scrivere romanzi storici.

Ellinor: Ma ti stai già cimentando? Con lo storico, intendo. Hai già pubblicato o stai scrivendo qualcosa?

Monica: No! ho trovato gli eventi storici a cui voglio legarmi solo pochi giorni fa, ma devo studiare tutto, è ambientato nel medioevo (di cui conosco poco, non essendo la mia materia di studio), in sud Italia (praticamente mai stata, ma non so quanto sia rilevante, visto che comunque è ambientato nel 1200/1300) e ci saranno dei riferimenti alla cultura araba (di cui dire che so poco è un eufemismo) senza contare che praticamente non ho trama, ma non ho la mente abbastanza libera per pensarci xD e soprattutto mancano i documenti però forse so il titolo, sono indecisa tra "gli infedeli" o "in nome di Dio" o, per darmi ancora di più delle arie "in nomine Dei" : i titoli mi vengono sempre subito però no è ancora tutto per aria.

Emiliano: Come ti rapporti alla continuity nella tua storia, mi spiego meglio, come la strutturi nel complesso generale della trama?

Monica: non so se ho capito bene la domanda. In genere ogni idea per un libro scaturisce da un dettaglio, al quale si legano altri dettagli, finché mi si delinea nella mente, grossomodo, la storia. La scrivo da qualche parte e se posso la suddivido in capitoli (molto provvisori) in cui mi lascio una traccia, il resto lo strutturo per come mi sento ispirata. non so se ho risposto, ho qualche dubbio su cosa intendevi per "continuity".

Emiliano: Mi riferivo più che altro al collegamento che c'è fra il tuo primo romanzo e il racconto distribuito gratuitamente

Monica: Quello l'ho inserito all'incirca nei primi capitoli (tipo il quinto) e ho cercato di seguire cose dette anche lì:) è stato abbastanza facile, nonostante l'abbia pensato molto tempo dopo, perché era un aspetto che non veniva minimamente trattato, ma in questo modo il capitolo è più completo


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