mercoledì 1 marzo 2017

Recensione: La bugia perfetta di Emily Elgar


Buongiorno lettori! Oggi siamo qui per parlarvi di La bugia perfetta, un nuovo thriller psicologico che ha stupito la nostra Francesca.

Leggete la sua opinione!



Quando Cassie Jensen arriva nel reparto di terapia intensiva al St Catherine’s Hospital, Alice Marlowe, l’infermiera che si occupa delle sue cure, ne rimane inspiegabilmente affascinata. Quella fragile donna è stata trovata gravemente ferita in un canale lungo la strada, investita da un’auto pirata, ma il suo cuore nasconde qualcosa di tormentato e oscuro. Nello stesso reparto, Frank Ashcroft ha appena riaperto gli occhi dopo due mesi di coma. Solo un riflesso nervoso, pensano i medici, ma Alice è convinta che il paziente percepisca e comprenda quanto gli accade intorno. È Frank l’unico testimone dei dialoghi tra Cassie e le persone che vanno a trovarla. È lui a ricostruire nella propria coscienza, ora di nuovo vigile, un quadro di rancori, ossessioni morbose, rapporti familiari deteriorati, e a mettere insieme gli elementi che potrebbero far luce su quanto è accaduto a Cassie quella notte, sul ciglio di quella strada. Ed è Frank l’unico custode di un pericoloso segreto. Ma Frank è paralizzato nel suo letto, del tutto incapace di comunicare...

Un impressionante esordio letterario. Un thriller psicologico che vi terrà incollati alle pagine.



Cassie Jensen è una giovane donna, artista nell’anima, orfana di entrambi i genitori, moglie di Jack Jensen, un uomo che la ama incondizionatamente, con una migliore amica, Nicky, che considera come sorella e un vicino di casa perdutamente innamorato di lei. Vittima di un terribile e meschino incidente che la vedrà costretta nel letto di un ospedale asettico, con le sole cure di alcune infermiere e l’amore che le trasmetteranno il marito insieme alla mamma Charlotte. La sua vita poteva apparire perfetta. Ma dietro ai falsi sorrisi e finta felicità cosa si nascondeva? Cosa celavano le mura domestica del cottege dove Cassie si era trasferita subito dopo il matrimonio? E soprattutto, il suo matrimonio era davvero così perfetto come tutti credevano? E chi le si professava amico, lo era davvero?

Si parte dall’inizio per arrivare alla fine, per arrivare a scoprire cosa successe realmente quella notte in cui Cassie, in preda al panico e alla disperazione, scappa di casa per trovare rifugio, un posto tranquillo, un posto che non fece mai in tempo a raggiungere perché i fari di una macchina la inseguono fino a farla volare nel torrente, insieme a tutte le sue paure e le sue aspettative per il futuro.

“Penso a Cassie e al fatto che potrei scoppiare a piangere all’improvviso, perché, per chissà quale ragione, il mondo ha dato a entrambe un’altra chance” 


La ricostruzione di quello che accade quella notte viene diagnostica tramite gli occhi di tre personaggi: Cassie, i cui stralci di vita vengono raccontati in terza persona; Frank, il vicino di letto di Cassie, un uomo di cinquant’anni colpito da un ictus, ex alcolista, con la compagnia della sua unica figlia che ogni tanto passa a trovarlo, e che tutti credono in stato vegetativo permanente, quello che nessuno sa, però, è che Frank vede e soprattutto sente tutto, e sarà proprio lui ad arrivare alla verità di quella notte buia. Sarà lui a scoprire chi è veramente il colpevole, ma come farà a dimostrarlo se non riesce nemmeno a sbattere le ciglia volontariamente?

E, infine, troviamo Alice, l’infermiera che si occupa di Cassie e Frank e del reparto dove loro sono stati mandati. Alice è una di quelle infermiere scrupolose che prende a cuore i suoi pazienti. Lei capisce sin da subito che Frank non è un vegetale, e crede nelle sue forze di recupero. Parla con lui ogni volta che è di turno, e soprattutto, riesce a vedere oltre la facciata di famiglia felice che i Jensen vogliono mostrare a tutti. Con la voglia di una maternità mancata Alice ricongiungerà tutti i pezzi della vita di Cassie fino ad arrivare alla scottante verità. Una verità che lascia disarmati e senza parole.


Un thriller psicologico che riesce a coinvolgere grazie allo stile fluido della scrittrice, trovo che il raccontare la storia tramite gli occhi di tre personaggi sia davvero un’idea brillante, che non affatica la lettura e che la rende decisamente più interessante. Appena iniziato a leggere, dopo alcuni capitoli ero convinta di aver capito chi fosse stato a investire Cassie, e ne sono stata convinta fino alla fine del libro, dove ho scoperto la bruciante realtà dei fatti. Ammesso che non sono brava a scoprire intrighi e misteri, perché il trhiller psicologico è proprio un genere che non mi appartiene, questo romanzo è davvero uno stralcio di vita su alcune realtà non molto distanti dalla verità. I personaggi e i protagonisti sono resi reali dalla scrittrice che descrive non ciò che il lettore vorrebbe leggere, ma ciò che è la realtà della vita di tutti i giorni. L’ho trovato avvincente, emozionante, giusta dose di suspance e mistero. E lo consiglio per chi ama il genere, ma anche per chi, come me, a volte è stanca di romanzi rosa e ha bisogno di qualcosa di duro e crudo quanto lo può essere un thriller psicologico.





Quattro stelline



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