lunedì 26 settembre 2016

Recensione: Nella tela del ragno di Giuseppina Vitale



Buonasera Scrigno. Oggi vi facciamo conoscere l'opinione di Angela sull'ultimo libro pubblicato da Giuseppina Vitale.

Leggiamola insieme!




Celeste è una giovane donna ribelle e allergica ai legami. Un giorno rivede Simone, la sua prima cotta e tra i due scocca la scintilla. Quando il ragazzo comprende la serietà del legame che sta nascendo tra loro, scappa. Dopo un anno turbolento, quest’ultimo, torna in paese. Cercherà di riavvicinarla ma lei ostinata finirà per lanciarsi in una nuova storia. Christian, a occhi estranei, sembrerebbe l'uomo perfetto ma non è così. Quest'ultimo è un uomo d’onore, infatti, appartiene al clan più importante dell’intera Sicilia: i Ragno. In seguito a una discussione la ragazza si recherà a Siracusa. Lì ritroverà Simone, comprendendo finalmente la realtà: non ha mai smesso di amarlo. Sarà davvero un caso? All'improvviso si scoprirà incinta. Cosa ne sarà di lei? E del figlio che aspetta? Ma soprattutto, chi sarà il padre?

 



La storia di Celeste e Simone, raccontataci dall’Autrice, è diversa da tutte le altre scritte. Giusto, direte voi. Eh sì, giusto, rispondo io perché è così che deve essere ma qui c’è qualcosa di nuovo, di differente rispetto a un semplice cambio di nomi, di ambientazione e caratterizzazione dei personaggi.
Oltre a una evidente crescita stilistica – avendo letto tutti i libri dell’autrice mi sento di poterlo affermare con certezza - in maniera molto velata, la Vitale ci racconta una realtà dura e difficile da accettare. Ha avuto coraggio a parlare di argomenti sui quali non si deve aprir bocca, insomma, ritenuti anche pericolosi. Ci presenta la figura di una donna che deve sottostare alla volontà non solo del padre ma anche del marito, che deve accettare di sposarsi anche se non ama il proprio compagno.
Indecisa all’inizio tra due uomini, Celeste, la protagonista, ci fa vivere insieme a lei le angosce e i tormenti del primo amore e poi le apparenti gioie per un secondo presunto amore. Un amore che rivelerà la sua natura solo in seguito.
Non mancano i colpi di scena, le azioni, il fiato sospeso e momenti di alta passione scritti molto bene, non c’è nulla di volgare e questa è una cosa che apprezzo molto nei libri.
La Sicilia, in particolare Mondello, vengono ben descritte, altro punto a favore dell’Autrice che non è partita allo sbaraglio ma si è premunita di ricerche prima di mettere mano alle vicende.

Vi lascio con una frase, chi l’avrà pronunciata?


Fino all’ultimo battito io avrei vissuto per lei.


Alla prossima, Angela!

Nessun commento:

Posta un commento