martedì 2 agosto 2016

Presentazione: Invisibile di Linda Lercari




Buongiorno appassionati lettori. Oggi vi presento un romanzo di prossima uscita, disponibile in versione cartacea e in ebook.

Leggiamo insieme di che si tratta e un estratto, gentilmente concesso dall'autrice.




Titolo: Invisibile

Autore: Linda Lercari

Editore: BookaBook

Prezzo: ebook € 5/ cartaceo € 18

Genere: Thriller









SINOSSI:

“Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” 
Matteo 25:40-42 

Un'ondata di delitti sembra oscurare i grigi grattacieli della metropoli: un killer senza pietà falcia manager, magnati, stelle dei media, politici, signori della guerra e del petrolio, mafiosi. Uomini potenti con nemici ancora più potenti.
Tutti muoiono con un colpo infallibile, preciso. In mezzo agli occhi. 
La firma di un sicario che nessuno riesce a bloccare, che agisce alla luce del sole, ma non è visto da alcuno. Tutta la polizia lo bracca. 
Tutta tranne John Ross, ispettore dalla carriera spezzata, abbandonato da tutti, senza amici o parenti e solo con la bottiglia per compagna. Un ispettore dalla mente raffinata offuscata dal fuoco della rivalsa, una fiamma che arde costantemente alimentata dall'alcool. 
Altrove un progetto a lungo termine che ha bisogno troppo di denaro, troppo per essere finanziato onestamente. 
Queste le regole di una caccia all'uomo dall'esito inconcepibile, perché neanche l'amore può comandare a una fede così grande, così totale. Fra il cemento e la notte nelle strade non c'è posto per un Salvatore, ma per una Beretta 747 stretta da un pugno ...“Invisibile”.




ESTRATTO:

Passeggiò lungo le vie deserte. Che città squallida, senza attrattive. Per forza poi la gente decideva di passare alle droghe pesanti o all'alcoolismo più sfrenato. Cosa c'era da fare se non rimirare i giganteschi palazzi grigi o il cielo coperto da una spessa coltre di smog? Cemento ovunque, nei muri, nel cuore.
E le persone diventavano dure, crudeli.
Camminò senza una meta precisa, era troppo tardi per andare a dormire e non aveva sonno. Pensò al lavoro che doveva svolgere e cercò di farsi venire qualche idea. Inutile restare in casa a rimuginare, due passi avebbero aiutato la concentrazione.
Bidoni maleodoranti carichi di spazzatura salutarono il suo passaggio come obese sentinelle testimoni di un benessere troppo rapido e incontrollato. Quanta roba veniva buttata via senza che fosse stata utilizzata del tutto.
Un televisore dallo schermo sfondato sembrava strizzare l'occhio cieco come un vecchio pirata. Un ventilatore col treppiede sfasciato restava appoggiato al muro: fiore bianco di metallo che non avrebbe rinfrescato più nessuno.
Sorrise: durante l'infanzia era stato divertente parlare con la bocca appoggiata alla grata di un apparecchio praticamente identico che possedevano i genitori. La voce veniva distorta e metallica. Un presagio del suo mestiere futuro dove avrebbe stravolto voce, sesso, aspetto per apparire a tutti invisibile, imprendibile.
Un miagolio stridente attirò l'attenzione. Accelerò il passo dirigendosi verso la fonte del sinistro rumore. Si bloccò.
Risate. Cazzo! Risate!
Una scena già vista decine, centinaia, di volte. Sospirò. La gente non cambia proprio mai. I cuori malati andavano puniti, purificati.
Quattro ragazzini, non avevano più di sedici anni ciascuno, avevano circondato un cucciolo di gatto. Il felino era ancora troppo piccolo per poter fuggire agilmente. Avevano della benzina e piccoli fuochi ardevano sparpagliati nel vicolo.
Sapeva come sarebbe andata a finire. Uno di loro avrebbe proposto di dar fuoco all'animale... "Così... per farsi quattro risate"...
Attese un istante. Non fosse mai che il buonsenso prevalesse, ma nutriva forti dubbi.
Infatti.
Il più grande del gruppo prese la tanica e ne versò una bella dose sul pelo bianco dell'esserino terrorizzato. Le risate aumentarono, sguaiate, crudeli, stupide. Il miagolio divenne flebile. La paura era diventata qualcosa di solido che paralizzava ogni fibra del felino.
Era un bel gattino. Loro erano brutti, sgraziati come solo l'adolescenza sa deturpare i visi con l'acne e le membra con una crescita disomogenea. La grazia doveva essere punita con le fiamme, questo era il loro gioco.
Non attese che impugnassero l'accendino, estrasse la pistola col silenziatore e sparò rapidamente alle gambe. Otto colpi, otto polpacci, quattro ragazzini a terra urlanti e spaventati quanto la loro vittima.
Tutt'intorno silenzio. La città si era chiusa nel sonno di cemento e non aveva intenzione di svegliarsi per quattro mocciosi, un gatto o altre sciocchezze. Le urla erano penose, ma non abbastanza per richiamare passanti o curiosi.
Nessuno.
Sparò alle braccia. Altri otto colpi. Stava diventando un lavoro oneroso. Le urla si fecero più forti. Doveva affrettarsi. Alla fine qualcuno poteva incuriosirsi per tanto baccano. Afferrò il gattino e se lo mise fra la giacca e la camicia, puzzava di benzina. Che schifo! Avrebbe dovuto buttare i vestiti e farsi una lunga doccia.
Prese la tanica e la soppesò. Era ancora sufficientemente piena. Bravi ragazzi previdenti, non si sa mai di quanto combustibile ci sia bisogno quando devi dar fuoco a un animale randagio. Forse avrebbero voluto trovare un cane di grossa taglia, chissà...
Mentre si allontanava in fretta i quattro corpi si dimenavano fra le fiamme. Nessuna possibilità di salvarsi. Avrebbe potuto interrompere l'agonia con un foro preciso in mezzo alla fronte, ma non era in servizio, era un lavoro gratis che non meritava alcuna firma, come loro, del resto, non avevano meritato alcuna pietà.


BOOKTRAILER: 

1 commento:

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