lunedì 22 febbraio 2016

Recensione:Il fiore - sesso, potere e malaffare





Trama: 

Un ragazzo cresciuto col codice della mala. 
Una baby gang che diventa la sua nuova famiglia. 
Una potente organizzazione camorrista 
determinata a mettere le mani sulla Puglia. 
Una storia a tinte forti che, fra giochi di potere, 
traffici illeciti, eros e violenza, 
racconta la guerra fra clan, 
ma anche la voglia di redimersi. 
Da premettere che il romanzo è curato da un editing professionale. 
L'autore ha scelto di utilizzare uno pseudonimo per tutelare la propria incolumità.


Recensione:

Parto specificando che questo non è un genere che mi affascina molto, qualche anno fa ho letto un noir e, proprio come è successo con questo, sono andata un po’ a rilento. Di certo non è un buon motivo per giudicare male un romanzo, anzi, si può dire che mi è piaciuto più dell’altro, che era stato scritto da un autore molto noto. 

Durante la lettura ho riscontrato molti pro e contro. Ci sono cose che mi sono piaciute perché tratta di fatti realmente accaduti. Fede Mass ci parla della Puglia degli anni 80, dove l’unico modo per andare avanti sembra sia la vita di strada. Mi sono legata molto alla storia di Miky, un semplice ragazzino che per fuggire alla difficile situazione familiare, decide di immergersi nel mondo del crimine insieme ai suoi amici. Avrei apprezzato molto se tutto fosse girato intorno a lui, invece mi sono trovata a leggere un po’ la storia di tante persone. Non che non mi sia piaciuto ma è stato proprio questo lato che non ho apprezzato molto, mi ha mandata un po’ in confusione mentre leggevo. Tutto ciò è dovuto al fatto che mentre si parlava di un personaggio, subito dopo se ne parlava di un altro. Sarò contraddittoria, ma a volte mi è anche piaciuto questo modo in cui l’autore ha deciso di suddividere il romanzo. Sì, perché a me piace sapere tutto di tutti. 

Un’altra cosa che mi ha lasciato, diciamo con l’amaro in bocca, sono stati alcuni eventi lasciati a metà. Esempio: non ho sentito più parlare della fidanzatina di Miky e non so che fine abbia fatto. Avrei approfondito questa storia. 

Altro invece che ho apprezzato, è stato il modo in cui tutte queste vite poi si sono riunite, come se fossero sempre state legate da un filo invisibile. Dando un vero e proprio senso a tutto il contenuto. 

Diciamo che ci sono stati alti e bassi continui, una lettura non proprio facile, che ha bisogno di tutta la propria concentrazione. 

Il modo in cui l’autore ha descritto gli eventi è stato impeccabile, sembrava quasi che stessi vedendo uno di quei film sulla malavita. 

Non posso far altro che consigliarlo vivamente agli amanti del genere. Per come ve ne ho parlato, credo che un voto sulla media sia il più appropriato. 




3 STELLE SU 5

Alla prossima, Arianna!

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