domenica 29 marzo 2015

Intervista a Serena De Filippi




Buona sera a tutti! Siamo qui riuniti… ah no, scusate: sto sbagliando qualcosa! 
Come avete potuto ben intuire dalla presentazione del nostro blog, abbiamo anche una parte riservata alle interviste ai nostri cari autori e autrici da parte dei lettori.

Il tutto viene organizzato dal gruppo su Facebook “Lo scrigno delle passioni”: https://www.facebook.com/groups/419954391486696/
Ecco qui la prima –che ha avuto luogo il 14 gennaio-.


Ivana: Io faccio una domanda un po' seccante probabilmente.
Perché? Perché hai scelto proprio di far cominciare tutto con la scomparsa di un personaggio importante per la vita della protagonista?

Serena: Il motore che fa partire la narrazione è la scomparsa della figura di riferimento principale di Bea. In lui vedeva più che un padre: era un amico, un confidente, un narratore, la sua nave, la mano che non l'avrebbe mai lasciata. Durante la storia, purtroppo, Bea si allontana dai suoi ideali, e non trova più il senso di quei racconti o dei momenti spesi con lui. Una volta tirate le fila dell'ultimo atto, anche qui, la risposta arriva - c'è sempre un perché, c'è sempre, per citare un passo del Sentiero.

Filomena: comincio subito con una domanda: cosa volevi donare al lettore con questa storia? Un messaggio in particolare, qualche riflessione, una domanda o magari una carrellata di emozioni?

Serena: Siccome sono una personcina molto a modo, spunto tutto e qualcosa in più! Le storie che scrivo hanno un obiettivo principale: parto da un'idea, e poi snodo la situazione in messaggi, riflessioni, emozioni, come hai detto tu, ma anche risposte. Le risposte, per citare Baricco, possono arrivare addirittura dopo anni. Ecco: mi piace l'idea che chi mi legge, in qualche modo, possa porsi una domanda (o varie) e alla fine rispondersi. Nel caso del Sentiero, credo che la risposta alla domanda della protagonista "ce la farò, nonostante tutto?", ecco, sia sì. Era questo il messaggio principale e spero che sia arrivato!

Elena R.: La scrittura che posto occupa nella tua vita?

Serena: Sicuramente occupa un posto di rilievo. Ogni ora libera che ho la spendo in questo modo, con lei: mi dà sorrisi, forza, ma anche pianti e sfoghi. Non potrei vivere senza, anche se dovessi smettere di pubblicare: è una cosa che hai nella pelle, scrivere.

Elena R.: Cosa ti ha dato "la forza" di pubblicare?

Serena: Si è trattato di un momento topico: ho iniziato a scrivere il Sentiero in una sera strana, mi sentivo un po' zoppa. Non scrivevo da qualche mese, perché avevo avuto una delusione cocente. Il meccanismo era poco oliato - in effetti, ero e sono ancora insicura di avere scritto bene - ma ho dato subito l'annuncio su Facebook: sarei tornata a pubblicare, non più su EFP, ma su amazon. Qualcuno, ehm, mi ha dato forza, mi ha tenuto la manina, e ora penso che questo sia un bel posto. Mi ci trovo bene.

Labyrinthum: Domanda super prevedibile: perché hai scelto di far morire proprio Danny?

Serena: Devo ammettere che temevo questa domanda. Non credo ci sia un perché preciso: sapevo che a un certo punto lui avrebbe dovuto essere visto come un "eroe". La sua storyline è particolare: ucraino in terra straniera e avversa, omosessuale, ride, ride sempre e non la smette mai. In lui ho riversato gli ideali dell'amicizia, quella vera, pura e pulita.

Filomena: Danny nel Sentiero è il mio personaggio preferito. Da cosa è nato?

Serena: Come ho detto a Labyrinthum, Danny è nato dall'ideale più puro e pulito dell'amicizia. Ho voluto che fosse la voce della ragione e della coscienza, dei buoni consigli. Ho voluto che in lui, anche se per breve tempo, Bea rivedesse suo padre, quelle storie che amava e quell'interesse nel tenersi la mano, per amore.

Elena R.: Da lettrice qual è il genere che preferisci?

Serena: Leggo di tutto, così come mangio di tutto. Tendenzialmente, un libro mi piace se è un po' mattone (più lungo è, meglio è!) e per questo mi ritrovo molto nella letteratura russa. Come genere, sono indecisa tra l'horror psicologico, il romanzo psicologico e le storie crude, reali, drammatiche. Mi piace molto anche il romanzo rosa, ma preferisco decisamente le storie dove uno dei due muore. (EHM!)

Ivana: Riusciresti mai ad essere una scrittrice corrotta, mettendo da parte le tue idee, il tuo stile e anche un po' il tuo cuore, per vendere?

Serena: NO. Mai. Non potrei nemmeno: il genere che vende di più, oggi, è l'erotico e io sono proprio un cane a scriverlo. Lascio che se ne occupino gli altri. So che la strada è in salita, ma ho le mie scarpe da ginnastica, il mio bastone e una sigaretta d'emergenza. Scriverò sempre ciò che mi suggerirà il cuore. Il resto è noia.

Elena R.: Un motivo per cui un lettore dovrebbe comprare il tuo libro!?

Serena: Perché si ama, incondizionatamente. Basta come risposta?

Elena R.: Direi di si!!!

Morgana: Primo: spero di non scrivere dove non dovrei. Secondo: ho un poco di domande ma cercherò di esser breve. Scrivi in qualche momento particolare della giornata?
L'ispirazione ti ha mai colto impreparata? Mi spiego: hai mai sentito la voglia di scrivere qualcosa che si staccava dai generi scritti fino ad ora?
Ultima domanda: A volte ti capita di essere ispirata da libri/tv shows/film?
Spero di aver fatto giusto!

Serena: Scrivo nel famoso "momento libero", anche se il momento che adoro per scrivere è al tramonto, poco prima che scenda la sera. Mi piace scrivere soprattutto quando c'è nebbia, o pioggia, o neve. Trovo che sia romantico e ispirante. Sì, ultimamente ho sentito la voglia di scostarmi dal mio genere: ho buttato giù la trama per un post apocalittico e devo dire che mi piace molto. Coltivo il sogno di scrivere un romanzo per genere, chissà... mi ispira tutto. Sono stata ispirata dalle macchie di sugo su una maglietta, da un plettro, addirittura da una mosca che sbatteva contro la finestra. Era così ostinata che ci ho scritto una metafora.

Nicoletta: Una domanda: Quanto c'è di tuo nei personaggi di cui scrivi? E quanto ti lasci coinvolgere e quindi ti fai prendere la mano da loro, tanto da far " decidere" a loro cosa fare e cambi le idee iniziali?

Serena: In ogni personaggio che creo c'è un po' di me e un po' di chi ho conosciuto. Stephen King dice di scrivere di ciò che sai, quindi seguo questa linea di pensiero. Loro decidono certamente tutto: nel momento in cui delineo il carattere e il modo di pensare, è chiaro che prenderanno certe scelte rispetto ad altre.

Erika: Qual'è il tuo personaggio preferito e perché?

Serena: Il mio personaggio preferito è Danny. Nel retroscena e sul palcoscenico, è lui che è l'eroe della storia, senza macchia e senza paura, oltre a essere la voce più vera e dolce che ci sia.

Nicole: Ciao Serena! Sto leggendo proprio ora il tuo libro, sono ancora all'inizio. La mia domanda e' :
C'è qualcosa di autobiografico nella tua storia, nei tuoi personaggi?

Serena: Il percorso iniziale della protagonista, un'adolescenza bruciata, nella fretta di raggiungere l'età adulta. Ecco, lì ho rivangato nella mia memoria e mi sono resa conto che ci ho messo un po' a capire che le cose che facevano i miei amici non facevano per me, e che io ero un'altra, ero l'altra: la Diversa. In quel momento ho perso delle persone, ma mi sono trovata io.

Adriano: Ciao..sono Adriano... la domanda di tutte le domande... "perchè scrivi? "
te lo chiedo perchè ogni persona che scrive ha quasi sempre un motivo particolare per cui lo fa... mi chiedevo il tuo... sempre se puoi e vuoi dirlo...

Serena: Perché sono viva. Perché scrivere è qualcosa che ti tiene in vita sotto ogni aspetto. Ti ringiovanisce, ti porta in luoghi della mente che non conoscevi. Ti fa amare e odiare, e in ultimo ti fa sorridere.

Belinda: Ciao Serena! Com'è nata l'idea di scrivere questo libro? Non posso fare domande precise riguardo alla storia perché non ti ho ancora letta, quindi resto sul vago.

Serena: L'idea è nata da una base semplicissima: volevo un racconto sul Natale. Ecco, volevo restare leggera, magari potevo cimentarmi in una commedia, ma spesso quando inizio una nuova storia non riesco mai a capire dove voglio andare a parare, finché non arrivo alla stesura completa. Quando mi sono resa conto che era più di un "racconto sul Natale", era troppo tardi: oggi è una collection, al Sentiero d'Inverno seguiranno altri quattro racconti, e sono felice così, perché significa che anche da una piccolissima scintilla può nascere qualcosa di bello e duraturo (almeno per me).

Belinda: il titolo invece da dove è nato?

Serena: Volevo che fosse evocativo: la protagonista si trova su un sentiero, è sperduta, e se dapprima ha il padre a tenerle la mano, ora è sola e non riesce più a ritrovarsi. Il sentiero d'inverno la perseguita sin da bambina, ed è la sua equazione irrisolta, apparentemente impossibile da risolvere, ma che ha in riserva delle sorprese pronte a stupirla.

Belinda: Cosa c'è di te nella protagonista?

Serena: La forza di reagire. Cado spesso, cado sempre, ma mi rialzo: determinazione, istinto di sopravvivenza, voglia di farcela... non saprei definirla. Ma ci credo.

Nicoletta: Quando hai capito che Buonanotte sognatori doveva essere scritto e non poteva restare solo un'idea?

Serena: Quando l'ennesimo omosessuale si è sentito dire di farsi "curare"; o l'ennesima bulimica fosse solo una che voleva essere magra e che guardava troppa televisione. C'è disinformazione. Voglio combatterla.

Giovanna: Scegli una sola opzione tra le due e spiega il motivo della scelta.
1) Sceglieresti di pranzare con -lasagne al forno, arrosto, contorno, dolce e una bottiglia d’acqua naturale oppure con -pane, salame e una bottiglia di vino buono?
2) Leggeresti più volentieri un libro mediocre con un’immagine di copertina avvincente oppure un libro ben scritto e ricco di colpi di scena a cui mancano la pagina iniziale e quella finale?
3) Doccia rigenerante o bagno rilassante?
4) J. K. Rowling è... magia o fortuna?
5) "Il sentiero d'inverno" o "Buonanotte, Sognatori"?

Serena: Ma che belle domande! 1) Pane, salame e possibilmente lambrusco!; 2) Un libro ben scritto ma cui mancano le pagine (posso immaginarle, ed è davvero un pensiero bellissimo, rincorrere le parole); 3) Bagno rilassante (con un buon libro e le candele accese!); 4) J.K. Rowling è magia pura; 5) Questa è difficile. Ma forse mi sento di rispondere Buonanotte, Sognatori. Perché sono in questa fase: sogno forte, sogno tantissimo.

Elena: Un complimento e una critica che ti hanno fatto riguardo al tuo libro e che più ti sono rimasti nella mente?

Serena: Il complimento che più mi ha colpito è stato che fa "piangere" (lo so, sembra cattivo, ma se riesci a fare piangere qualcuno con le tue parole lo hai fatto emozionare a tal punto da smuovergli dentro qualcosa di potente). La critica... che fosse troppo breve. Perché speravo che fosse esaustivo, ma manca qualcosa, e alla centesima rilettura l'ho capito: lì ho deciso di scrivere gli altri racconti, perché anche gli altri personaggi meritavano il loro giudizio e il loro angolo di strada.

Max: Serena, come hai scoperto la tua passione per la scrittura?

Serena: Mi piace pensare che sia stata la scrittura a trovarmi. Ricordo vagamente di avere preso carta e penna e di avere trovato un mondo, il mio mondo e il mio modo di essere.

Max: Come nascono le tue storie 'di penna'?

Serena: Spesso da una cosa insignificante. Per esempio, Buonanotte sognatori è nato dalla definizione dei pianeti nani. I diversi, ecco: mi sono venuti in mente loro, gli ultimi, quelli strani, che non riescono a omologarsi, e allora vivono meglio e peggio rispetto agli altri.

Max: C'è un genere o più d'uno in cui vorresti cimentarti ma in cui non sei ancora riuscita?

Serena: Il fantasy puro. Ho diverse idee, ma manca del pepe, o forse mancano dei pezzi di trama, per cui lascio lì a bollire nel brodo. Chissà che i cappelletti non mi diano l'ispirazione ultima per iniziare!

Max: Qual è il tuo genere preferito?

Elena: Da scrivere? Mi piace la psicologia (e infatti la studio). Credo che mi piacciano i generi che mischiano la psicologia all'horror, o al romanzo realistico, al fantasy, e così via.

Mary: Ieri sera ho sbirciato in "il sentiero d'inverno", ha un'intensità da togliere il fiato. Ti conosco poco, ma mi dai l' idea di una persona intensa, sensibile e umile, tutti requisiti importanti per me in un autore. Com'è nata la tua passione per la scrittura?

Serena: Innanzitutto ti ringrazio per i complimenti: è bellissimo vedere come un lettore riesca a capire l'autore attraverso le sue parole. Ho iniziato a scrivere a tredici anni su un quadernino. Erano storie che immaginavo, due gatti che passavano o una nuvola che rassomigliava a una lettera dell'alfabeto: mi rilassava. Ho scritto anche sul sito di The sims, a quindici anni, dove potevamo raccontare le storie dei nostri sims (la mia prima storiella horror!) La scrittura "seria" è iniziata cinque anni fa, con il sito EFP: le Dramione mi hanno "donato" un'intensità tale da suggerirmi storie d'amore struggenti, con, ehm, una recidiva tendenza a farle finire molto, molto male. Visto cosa provavo, mentre scrivevo, mi sono detta: ehi, perché non crei dei personaggi tuoi? Quindi eccomi qui, scribacchina che vende sogni e stelle per due soldi. Ma è questo che mi piace, ed è questo per cui lotterò

Mary: sbaglio, oppure ho letto che ci saranno anche altri racconti (il sentiero di primavera, ecc)? Sono un seguito oppure storie diverse? ( Qui parlo un po' da ignorante perché avendo appena iniziato il sentiero d'inverno non so cosa mi aspetti)

Serena: Sì, sono legati tra di loro. In primavera avremo Danny, in estate Alessandro, in autunno Eva, e il 21 dicembre si concluderà definitivamente con un racconto particolare: le protagoniste saranno le stagioni che hanno veduto crescere i propri "figli".

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