Buon pomeriggio lettori. Oggi Erika ci parlerà dell'ultimo romanzo letto. Pronti a scoprirlo insieme?
Trama:
Anche per Giulia è arrivato il momento di spegnere trenta candeline. Gli anni passano ma è una donna ancora insicura, che vive lottando contro il senso di inadeguatezza che si porta dietro dai tempi della scuola. Ogni giorno deve tentare di convivere con se stessa, e con i suoi sentimenti per quel amore non corrisposto dai tempi adolescenziali. Fabio, suo coetaneo, è il classico figlio di papà a cui non manca nulla: bello, ricco e studente universitario fuori corso. All'apparenza sembrano due persone totalmente diverse, ma in realtà una cosa li accomuna: sanno indossare bene le loro maschere quando sono in mezzo alle persone. Giulia deve cercare di essere forte di fronte ai giudizi delle persone, oltre a fare i conti col suo cuore ogni volta che incontra Fabio. Fabio invece deve mantenere il suo status symbol: ha sempre avuto la reputazione del leader del gruppo e vuole mantenerla. Un viaggio a Santorini, una toccata e fuga a Parigi, e tante ripetizioni di economia avvolte nell'inconfondibile profumo di violetta, li porteranno a conoscersi meglio, con la speranza di potersi levare la maschera e mostrare loro stessi. Fabio dovrà cercare di andare oltre le apparenze e lottare con il passato, e Giulia dovrà vedersela con le sue continue paure Riusciranno ad essere il vero Fabio e la vera Giulia, e guardarsi per sempre con gli occhi del loro cuore?
Recensione:
Silvia ci racconta la storia di due giovani ragazzi, appena trentenni, Giulia e Fabio. Cresciuti insieme tra i banchi di scuola. Da una parte c’è Giulia che vede Fabio come il suo grande amore; dall’altra Fabio, invece, che pensa solo a divertirsi, e alla bella vita. Dopo anni, la migliore amica di Giulia, le organizza una festa con i vecchi compagni di scuola, per festeggiare i suoi 30 anni, tra loro c’è anche Fabio.
I due si riavvicinano, inevitabilmente, e……… il resto è tutto da scoprire.
Ho riscontrato nel libro molte parti interessanti, la storia ha buoni spunti, ma credo, forse colpa della prima esperienza, non le sia stato dato il giusto valore. Ho visto piccole lacune, con un uso delle parole molto scarno. Forse la cosa che rivedrei in assoluto, è l’utilizzo di una determinata parola per enfatizzare un’esclamazione, non faccio la bigotta, ma credo che il “troppo storpi” in certi casi, come in questo.
Non voglio essere fraintesa nella mia recensione, il libro è bello, ma ci sono parti in cui bisogna ancora lavorarci, e chiaramente solo con l’esperienza e la consapevolezza nella scrittura, si può trovare, quindi Silvia, hai aperto solo una piccola porta, in un mondo un po’ contorto, questo è solo un piccolo passo per quello che sarà nel futuro. Continua così, senza demordere e perdere le speranze.





