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Recensione: L'amore mi chiede di te di Lucrezia Scali

by - giovedì, novembre 02, 2017

Buon Giovedì lettori. Iniziamo la nostra giornata di recensioni con quella di Valentina, al romanzo di ultima uscita di Lucrezia Scali.
Per scoprire la sua opinione continuate a leggere.


L'autrice del bestseller Te lo dico sottovoce
Roccamonte è una cittadina tranquilla, dove non succede mai molto. Per questo fa notizia anche l’apertura di una tisaneria: a gestirla è Selva, una ragazza arrivata da poco in paese. Considerata strana sin da piccola, per i suoi gusti diversi dalle coetanee, Selva ha un dono particolare: è brava ad aiutare chi è in difficoltà. Per qualsiasi problema, lei ha pronto un rimedio a base di erbe. Enea è il primo cittadino di Roccamonte: disponibilissimo con tutti, gentile e cordiale. Eppure assolutamente restio a lasciarsi coinvolgere. Tanto meno da Selva, con la quale Enea non sembra avere niente in comune. Ma nonostante si ripeta che deve starle alla larga, non può negare, almeno a se stesso, di esserne attratto. Quando finalmente tra i due sta per nascere qualcosa e lui pare deciso a lasciarsi andare, qualcuno fa ritorno in paese... Qualcuno che appartiene al passato di Enea.




Selva ha ventisei anni, i capelli rossi come il fuoco e il viso coperto di lentiggini. Selva ha un dono, tramandatole dalla nonna, riesce a capire i problemi delle persone, e sa come aiutarle con le sue erbe. Un dono che l’ha portata a essere considerata una bimba diversa, che non amava giocare con le bambole, a queste preferiva il bosco e quello che la natura le offriva. Questo dono per molto tempo ha significato una diversità che l’ha allontanata dai suoi genitori, che non hanno mai creduto nel suo dono né in quello della nonna Olimpia, che hanno sempre prediletto il fratello a lei. Per molto tempo ha combattuto, rinnegandolo a tratti, soprattutto quando questo inizia a incrinare il rapporto con il suo fidanzato Luca.

“Il mio dono sembrava essersi arrugginito, cosa prevedibile visto che l’avevo rinnegato come se si trattasse di una maledizione. E forse lo era davvero. L’amavo e l’odiavo, ma non potevo liberarmene.”

In seguito a un forte ligio una sera Luca le confessa quanto la sua “ossessione” per le erbe lo metta in imbarazzo, lui si vergogna di lei e in preda a un attimo di follia tenta di dare fuoco al libro che nonna Olimpia le ha lasciato. Selva rinsavisce e ripensando alle parole della nonna sull’amore comprende finalmente che Luca non è la sua anima gemella.

Una notte, dopo aver sognato nonna Olimpia decide di dare una svolta alla sua vita: si trasferisce a Roccamonte, un piccolo paesino e qui apre “Shanti” una tisaneria. Gli abitanti di Roccamonte sono diffidenti e prevenuti nei confronti delle novità, o di chi viene considerato forestiero, perciò per Selva e la sua tisaneria non sarà facile abbattere i pregiudizi della gente.

Enea è il sindaco di Roccamonte, esattamente come suo padre prima di lui e prima ancora suo nonno. É bravo nel suo lavoro, sa risolvere i problemi dei cittadini, è professionale e cordiale , ma non ama instaurare rapporti confidenziali, tiene la sua vita privata molto “privata” ed è restio a qualsiasi rapporto sentimentale. La sua vita gira intorno alla sua bambina Isotta, al suo lavoro di primo cittadino, e ai genitori che l’hanno aiutato nei momenti difficili. Il suo cuore porta una grande ferita che non si è ancora rimarginata e non è più disposto a soffrire ancora.

E poi arriva Selva.
Selva che le ricorda quella donna che tanto l’ha fatto soffrire. Selva da cui però non riesce a star lontano.
Enea è concreto e realista, Selva crede e ama le favole. Enea che non crede nel vissero felice e contenti e Selva che lo insegue. Selva che con il suo dono mette Enea davanti al punto principale del suo scetticismo.


«Non so se ce l’hai tanto con questo mondo perché non hai mai trovato la tua principessa o perché non sei stato in grado di salvarla».

E poi tutto tacque. Mi aveva tolto le parole.
Il silenzio che accompagnò la fine del suo discorso fu peggio di una tortura.
Lei sembrava smarrita di fronte alla mia reazione e io mi sentivo nudo di fronte al suo discorso.
Forse erano vere le voci che circolavano sul suo conto, lei riusciva a vedere oltre. Quel dono, che sosteneva di avere, aveva fatto centro. Avevo sbagliato tutto. Non avrei dovuto portarla in casa mia, perché quel posto mi faceva sentire a mio agio e avevo abbassato le difese. Permettendole di vedermi.”


A Roccamonte Selva troverà le risposte che cerca da una vita. Perché nonna Olimpia l’ha mandata proprio lì? Qual è il filo invisibile che lega la nonna a quel paesino? Riuscirà Selva a farsi strada nella diffidenza di Enea? Chi è Evelina e come cambierà l’epilogo il suo arrivo?


Ho avuto il piacere di conoscere Lucrezia con il suo romanzo d’esordio, ed è stato amore a prima vista, anzi a prima pagina!
Ho imparato a conoscerla attraverso la sua strabiliante scrittura, attraverso i suoi post sui social. Ho imparato che i suoi romanzi contengo sempre un meraviglioso piccolo mondo, con personaggi unici, ricchi di personalità e ben caratterizzati. Ho imparato che in ogni suo romanzo nasconde tra una riga e l’altra tanto di sé.

“L’amore mi chiede di te” è un romanzo che contiene tanti aspetti diversi su cui riflettere. L’emarginazione solo perché si è diversi dagli altri, perché si sa, ciò che non conosciamo ci spaventa ed è più facile tenerlo a distanza. L’amore dei nonni, della nonna in questo caso, questo romanzo credo che sia un vero e proprio inno alla loro figura. Nonna Olimpia per quasi tutto il romanzo è già ormai scomparsa, ma è presenta in ogni pensiero di Selva, in ogni azione. Mi ha fatto pensare tanto a mia nonna, mi ha fatto riflettere quanto abbia contato per me come figura, mi ha ricordato tutto quello che mi insegnato e ha rimarcato quanto mi manchi ogni giorno. Lucrezia ci parla anche di genitori, quelli che scappano perché non era come si aspettavano, quelli che prediligono un figlio all’altro, quelli che restano soli a farsi carico di tutto. I genitori di Selva mi hanno fatto soffrire, mi sono sentita toccata come se fossi lei.

L’autrice ci parla anche di favole e lieto fine, c’è chi è scettico e chi invece sogna ad occhi aperti.

In un mondo come il nostro almeno le favole lasciatecele!


“Leggere a mia volta quella favola della buonanotte fece riemergere dentro di me qualcosa che apparteneva al passato. Quando insistevo per farmi raccontare all’infinito le storie che più amavo.
Biancaneve era una di quelle, ma la mia preferita restava La Bella e la Bestia. E non perché Belle avesse a disposizione una libreria da urlo, ma perché insegnava alle future bambine, che l’amore aveva molti volti.”


Non so se qui stia parlando più Selva o più Lucrezia ma per quanto possa valere La Bella e la Bestia è la mia favola preferita, quella che ancora mi fa sospirare e sognare proprio come quando ero bambina.
Enea e Selva sono dei personaggi complessi e talmente ben descritti che alle volte ho dimenticato fossero “solo” dei personaggi inventati. In alcuni momenti ho pensato di poterli incontrare passeggiando a Roccamonte.

Mi è talmente piaciuta questa storia che ho avuto difficoltà a scrivere questa recensione. Ho avuto bisogno di un paio di giorni per metabolizzarla, per rivedere gli appunti e rileggere alcuni passaggi. Ho avuto paura di non riuscire a rendere davvero l’idea di quanto sia meraviglioso. E ancora non sono convinta di esserci riuscita.
Delicato e intenso allo stesso tempo, con un stile unico.
L’amore mi chiede di te è una piccola perla rara dell’editoria italiana.
Leggetelo, leggetelo, leggetelo.

Quando esce il prossimo romanzo Lucrezia?


5 stelle su 5

Vi abbraccio.

A presto
Valentina Rosa



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