giovedì 29 giugno 2017

Recensione: "Il giardino delle farfalle" di Dot Hutchison

Buon pomeriggio, gioie dello scrigno.
Oggi vi parlerò di un thriller edito Newton Compton, si tratta del romanzo di Dot Hutchison.
Venite e scoprire cosa ne penso...



IL GIARDINO DELLE FARFALLE

Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e... una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere...


Gli agenti Hanoverian ed Eddison vogliono andare a tutti i costi a fondo della faccenda del Giardino, nel quale vi hanno trovato rinchiuse delle ragazze. Maya, una di loro, viene interrogata dai due. Purtroppo, le sue risposte non fanno altro che far perdere la pazienza, perché fa un immenso giro di parole e racconti senza arrivare mai a una conclusione. 

“«Noi lo chiamiamo il Giardiniere», disse in tono secco. «Appropriato, no?»
«Cos’è questo posto?»
«Benvenuta nel Giardino delle farfalle».
Mi voltai per chiederle cosa volesse dire, ma poi lo vidi."

Grazie ai suoi racconti, degli episodi più duri che l’hanno colpita durante la sua “permanenza” lì dentro, gli agenti vengono a conoscenza di verità che farebbero accapponare la pelle a chiunque. Una verità difficile da accettare, macabra. Una verità che è stata tenuta ben nascosta per fin troppi anni. 

“Ma le mie ali non potevano muoversi e io non potevo volare, e non potevo nemmeno piangere. 
Tutto ciò che mi rimaneva erano il terrore, l’angoscia e la pena.”

Nel corso di questi anni molte ragazze hanno dovuto subire e sopportare cose che nessuna mai dovrebbe provare. Non si trattava solo di rapimento accompagnato da stupro. No, quella dell’uomo che le ha tenute prigioniere era una vera e propria ossessione. Una di quelle difficili da capire, da pensare quasi sia tutta una finzione. Ma è realtà, la dolorosa realtà che Maya e tutte le altre hanno dovuto affrontare.




La sinossi di questo romanzo mi ha colpito fin da subito, tanto che ha svegliato la mia curiosità e sono stata costretta a farla tacere immergendomi nelle pagine del romanzo. E ammetto che una trama del genere non l’avevo mai letta né sentito parlare; originale e, in parte, inquietante. 

Tutto di svolge durante l’interrogatorio dell’FBI su una ragazza che è stata tenuta chiusa in quel giardino per un bel po’ di tempo, domanda dopo domanda, iniziamo a fare un viaggio al suo interno. Man mano che le vicende si assottigliano è praticamente impossibile non farsi travolgere completamente. La curiosità di scoprire altre cose, di avere più rivelazioni, si intensifica a tal punto che vorresti porre tu le domande al posto degli agenti. D’altronde, è questo che un buon thriller ti fa desiderare, no? 

Però, per quanto la trama possa avermi colpita, non è riuscita a farmi provare quelle emozioni che mi aspetto da questo genere di lettura. Non tanto per essa stessa, più che altro per il modo in cui le faccende sono state narrate. Avrei preferito di gran lunga sentire il terrore di quelle ragazze, la suspance che saliva lentamente nello scoprire cosa sarebbe successo in un determinato momento. Invece è stato scritto tutto in modo molto veloce, che non mi ha dato tempo di farmi salire l’ansia. Ecco, è questo che mi è mancato durante la lettura. Non mi ha convinto molto il fatto che la protagonista non aveva quasi paura di niente, per quanto ci si possa aspettare qualcosa ed essere forti, a mio parere, in certi casi è praticamente impossibile non provare terrore dinanzi ad alcune cose.

Devo dire che, in parte, mi ha compensato il segreto che l’autrice ha saputo tenere ben nascosto fino alla fine del romanzo. Senza farmi intuire praticamente nulla, quindi almeno su questo sono stata sorpresa.


VOTO: 3 STELLE SU 5
Alla prossima, Arianna!



1 commento:

  1. Ciao! Questo romanzo mi sembra un thriller interessante...mi spiace sentire che hai trovato la scrittura un po' affrettata! Visto il genere, si tratta di un errore madornale!
    Magari però do ugualmente un'opportunità al romanzo :-)

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