lunedì 27 febbraio 2017

Recensione: Drops of Rainbow di Flavia Principe


Buongiorno lettori e buon Lunedì. Eccomi a parlarvi del nuovo romanzo di Flavia Principe, in uscita a Marzo.

Venite a leggere la mia opinione.

Zaffiro conduce un'esistenza felice e tranquilla.
Ama il suo lavoro di assistente sociale, Matthew le ha appena chiesto di sposarlo e la sua vita sembra perfetta.
Un incidente, che coinvolge la star del piccolo schermo, cambia tutto all'improvviso: Zaffiro si trova costretta a supervisionare l'attore cui viene imposta una pena di seicento ore di volontariato.
I due sono incompatibili e il tempo da trascorrere insieme rischia di trasformarsi in un inferno.
Lunghe giornate di lavoro a stretto contatto, discussioni, feste ed eventi permetteranno a Zaffiro e Kieron di imparare a conoscersi, ma una decisione inaspettata da parte di lui modificherà gli equilibri.
Una verità, cui l'attore non desidera far fronte, intaccherà la quiete apparente che regna tra loro e rischierà di cambiare per sempre le vite di tutte le persone coinvolte.


Zaffiro, Saf per gli amici, è una giovane donna che possiede tutto. Un lavoro come assistente sociale presso una casa famiglia che ama, un ruolo a cui si dedica con impegno e amore, una famiglia che vuole il suo bene e in fidanzata medico, perfetto, che le ha chiesto di sposarlo. È felice, è serena, si sente appagata. Tutto nella sua vita scorre tranquillo, fino al giorno in cui, sulla sua strada, il destino mette Kieron Williams.

Lui è il simbolo di ciò che lei odia. Attore di una serie di punta sui vampiri, bello, ricco, superficiale e con tutte le donne ai suoi piedi. Kieron si ritrova, suo malgrado a dover scontare seicento ore di servizi sociali presso la casa famiglia dove lavora Zaffiro, e si ritroverà sotto la sua supervisione.

Saranno scintille, fuochi d’artificio, litigi, odio e recriminazioni. Saf e Kieron non vanno d’accordo e non fanno nulla per nasconderlo, ogni pretesto è buono per discutere e per scannarsi. Ho apprezzato Kieron sotto molti punti di vista. Il modo in cui punzecchia Saf, l’amore che inizia a provare per Annie e Sky – due bambine orfane che apriranno il suo cuore, lo scalfiranno fino a far uscire la parte più umana di lui – e la sua crescita. L’attore superficiale non esiste più, forse non è mai esistito, lasciando spazio all’uomo responsabile e onesto, pronto a creare una famiglia, pronto ad amare sul serio. A sacrificarsi in nome di questo amore. Kieron matura e lo fa con una facilità disarmante e di questo bisogna rendere nota all’autrice. È stata molto brava. Lo stesso non posso dire per la nostra protagonista femminile. Sono più le volte in cui l’ho odiata che amata. Ho provato a mettermi nei suoi panni, a capirla, ma niente… non ci sono riuscita. È indisponente fino allo sfinimento, il suo carattere difficile non l’aiuta nei rapporti con Kieron, e fa di tutto per andare contro all’attore. Tutte le tregue che sanciranno lungo il percorso verranno spazzate via.

“Quella donna lo avrebbe fatto impazzire. Lei e le sue domande, i loro litigi infantili, le guance che diventavano rosse quando si vergognava; come cavolo aveva fatto a lasciarsi prendere a tal punto da lei? Una donna che in lui scorgeva solo difetti, una persona da evitare, e lui, un uomo che non sarebbe mai stato degno, ai suoi occhi, di essere definito tale. Che senso aveva stare a farsi del male gratuito ricordandosi che per lei non sarebbe mai stato abbastanza?” 

Kieron stringe un profondo rapporto di amicizia con Matt, il futuro sposo di Saf e in nome di questa amicizia, e dell’amore che prova per lei, starà zitto. Tace il suo amore, tace la sua voglia di amarla, il desiderio di baciarla. Si comporta da uomo. Un uomo che Zaffirò capirà di amare tardi, pochi giorni prima del matrimonio, e per cui compirà una follia.

“La mia piccola hobbit, sempre piena di complimenti.” 


“Piccola hobbit?” 



“Shhh, baciami.” 

È un romanzo lungo, pieno di personaggi, storie che si intrecciano che si sviscerano e che rimangono in sospeso. Almeno per me. Trovo che il tutto sarebbe stato più fluido e meno pesante se il romanzo fosse stato scritto in prima persona, ma è un parere strettamente personale. Credo anche che un'attenzione maggiore sull'evolversi della storia di Saf e Kieron avrebbe migliorato ancora di più il romanzo, magari concentrandosi di più, facendoci vedere meglio la confusione nei loro comportamenti, soprattutto in quelli di lei, avrebbe dato più ritmo al libro, più pathos.

Ed ora non mi resta che leggere di Annie e Sean, ho come l’impressione che saranno due protagonisti con la P maiuscola.


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